13 febbraio 2016 Dott.ssa Francesca Scabbia

Jimi Hendrix: L’importanza di Riconoscere le proprie Risorse

Riscoprire la fiducia dalle esperienze relazionali positive

La determinazione non guarda in faccia la provenienza, la ricchezza o la povertà. Non si cura della famiglia da cui arrivi, i supporti o l’appoggio che hai ricevuto o meno.. tutto ciò passa in secondo piano quando hai deciso di vivere per il tuo talento, portare avanti le tue passioni con costanza, impegno e determinazione, perché se sei Jimi Hendrix riesci a diventare storia ed essere considerato il chitarrista più incredibile al mondo.

Jimi nasce a Seattle nel 1942, da Lucille Jeter che aveva appena 17 anni e Al Hendrix che in quel momento si trovava a cinquemila chilometri di distanza per via dell’arruolamento nelle armi a seguito dell’attacco di Pearl Harbour. Gli venne negata la licenza di paternità per recarsi a Seattle e finì addirittura in prigione per averla richiesta.

I primi anni Lucille e il piccolo Jimi vissero in disperate condizioni economiche e di precarietà. All’età di 3 anni e mezzo, dopo essere stato sballottato tra le cure della zia, della nonna e di sconosciuti, conobbe suo padre.

Crebbe poi tra le liti per gelosie e troppo alcol di entrambi i genitori e sviluppò una forma di balbuzia che lo accompagnò per tutta l’adolescenza e per cui venne spesso deriso, e che riemergeva nei momenti di tensione anche in età adulta.

Nonostante le condizioni di mal nutrimento, pochissima cura e trasferimenti di Jimi e i fratelli tra zia, amici di famiglie e le nonne sparse in California e per lo stato di Washington, Jimi scoprì la radio e il suo interesse per la musica ed intorno ai 10 anni fingeva di suonare una scopa come se fosse una chitarra!

Jimi non prese mai vere lezioni di musica, ma imparò qualcosa dai ragazzi di quartiere durante le scuole medie. Cambio quattro scuole in tre anni per via dei continui trasferimenti e questo non giovò al suo andamento scolastico. In particolare, ironicamente, il suo peggior voto in pagella era proprio in musica!

Jimi spesso saltava la scuola e i suoi giri comprendevano le abitazioni di svariati musicisti, di certo nessuno pensava si potessero fare i soldi con la musica, condividere con altri musicisti era più una questione di orgoglio personale.

La famiglia Lewis svolse un ruolo importante per Jimi. Dave, il padre dei Lewis, era una fonte di ispirazione per i ragazzi; aveva un pianoforte nel seminterrato e la porta di casa loro era sempre aperta. Suonava anche la chitarra ed era un uomo sempre pronto ad incoraggiare il prossimo, aveva insegnato persino qualcosa a Ray Charles e Quincy Jones. L’ambiente molto familiare e accogliente era stimolante per il ragazzino che aveva una famiglia caotica e una storia travagliata. Gli fu insegnato che la creatività è un fattore positivo.

Questa scuola di tipo informale, la scuola del rythm & blues praticato nei seminterrati e sul retro delle case di Seattle, divenne per Jimi l’equivalente di una scuola superiore.

La musica assunse un ruolo sempre maggiore nella sua vita e diventò molto bravo con la chitarra, ma la gioia più grande della sua adolescenza fu quando, all’età di 16 anni ricevette la sua prima chitarra elettrica. Era una Supro Ozark bianca, accordata per un destro, ma Jimi la riaccordò subito per mancino; questo voleva dire che incredibilmente sapeva anche suonare al contrario!!

L’assoluta povertà in casa Hendrix, la morte della mamma quando Jimi aveva appena 16 anni e i continui e numerosi episodi di violenza agita dal padre, portarono Jimi a scappare di casa. Scoprì che al chiosco dove lavorava un amico, all’ora di chiusura gettavano via hamburger e patatine rimasti invenduti, fu così che Jimi riuscì a racimolare il suo pasto quotidiano. Si trovò a dormire nelle auto abbandonate e fu arrestato con l’accusa di averle rubate. La seconda volta finì al centro di detenzione giovanile e a quei tempi il dipartimento della polizia di Seattle era fortemente criticato per le brutalità a stampo razziale. Jimi venne difeso da un avvocato d’ufficio che accordò una condanna di due anni che sarebbe stata sospesa nel caso in cui Jimi avrebbe prestato servizio nell’esercito. Il giorno seguente, all’età di 19 anni, Jimi firmò per una leva di 3 anni nell’esercito ma la sua avventura nei campi di addestramento militare non durò molto a lungo.

Del resto, il militare diede a Jimi due buone cose: una profonda amicizia e collaborazione musicale che durò dieci anni con il bassista Billy Cox e il nutrimento più consistente di tutta la sua vita; ovvero riceveva tre pasti al giorno. Jimi però presto si rese conto del clima insostenibile e del troppo poco tempo a disposizione per la sua musica. Dopo circa 10 mesi, si fece congedare richiedendo visite psichiatriche e dichiarandosi omosessuale. Questa dichiarazione, mossa indubbiamente intenzionale per Jimi, gli permise di venire allontanato dai commilitoni, poiché considerato all’epoca pericoloso, e congedato dal servizio militare anticipatamente rispetto ai 36 mesi dovuti.

Esercitarsi con la chitarra fu l’attività principale per Jimi l’anno successivo e divenne ben presto molto abile e virtuoso, il suo obbiettivo divenne guadagnarsi da vivere come musicista. Non era facile, ma Jimi aveva sviluppato dentro di sé un’ambizione sfrenata e una profonda fiducia nel proprio destino.

Le bands che provava a creare non ebbero il sufficiente successo per fare della musica il proprio mestiere, tanto che la maggior parte dei membri dei vari gruppi si cercava un secondo lavoro, Jimi però non volle cedere e continuò la propria ricerca e non venne mai più a compromessi: la musica doveva essere il suo unico lavoro! Creandosi abilmente una fitta rete di conoscenze musicali, con la sua chitarra sempre addosso, Jimi cominciò a girare molto e lavorare come turnista per musicisti di fama come B.B. King, Little Richard, Ike e Tina Turner ecc..

Fu una notte del maggio del 1966 in cui, la modella 22enne Linda Keith, inglese e benestante, appassionata di musica e facente parte della cosiddetta “swinging London” si accorse di lui.

Linda era all’epoca la fidanzata di Keith Richards dei Rolling Stones e aveva assistito alla genesi degli Stones, il che la imparentava strettamente con la nobiltà della musica inglese. Quella sera Linda vide Jimi suonare e riconobbe subito un’abilità straordinaria, ma vederlo suonare davanti ad un pubblico così scarso ed indifferente infiammò il suo senso di giustizia.

Grazie a questo incontro, la vita e la carriera di Jimi Hendrix ebbero un’evoluzione dietro l’altra, cominciò da lì a breve la sua esperienza in Inghilterra in cui conobbe tutti i grandi dell’epoca; i Beatles, gli Who, Eric Clapton e altri.. e fondò la Jimi Hendrix’s Experience con cui divenne una leggenda tra i chitarristi della storia del Rock.

La sua determinazione e le possibilità di ricostruire la propria “base sicura” diedero a Jimi Hendrix il potere di credere in se stesso. Ma il potere più grande fu quello di sperimentare esperienze positive nelle relazioni che hanno restituito in lui fiducia, riconoscimento e valorizzazione.

È importante una storia come quella di Jimi Hendrix perché ci racconta prima di tutto quanto sia fondamentale non solo avere una dote e risorsa personale, ma essere capaci di riconoscere il proprio talento, coltivarlo e saperlo esprimere. La preziosa presenza di queste caratteristiche, unita alla determinazione, può offrire opportunità e occasioni di vita altrimenti non accessibili!!

Dott.ssa Francesca Scabbia

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