22 febbraio 2016 Dott.ssa Francesca Scabbia

L’ANSIA: UNA SOLUZIONE “AMICA”

Cosa è necessario sapere in 7 punti

1) Quale Ansia? Qualche chiarimento.

L’Ansia è una condizione d’allarme che contempla uno stato di attivazione (Arousal) delle risorse fisiche e mentali dell’individuo. Si può esprimere con vari livelli d’intensità che variano da un disagio lieve fino a sperimentare il terrore.

Si può manifestare con sudorazione, tachicardia e variazioni della pressione arteriosa oppure a carico dei nostri poveri muscoli, provocando appunto una tensione muscolare. Esistono poi conseguenti reazioni che possono portare la persona a comportamenti di fuga e sensazione di “morte imminente” (attacchi di panico) o inibizione delle attività (congelamento).  Avendo una importante componente psicosomatica, può coinvolgere l’apparato digerente, l’intestino e il sistema sonno-veglia.

L’ansia, a piccole dosi, può partecipare positivamente alle prestazioni che ci presenta o richiede la vita (quali esami, occasioni relazionali, nuove situazioni lavorative.. ecc.), qualora invece la manifestazione d’Ansia risulti molto intensa, sproporzionata alla situazione in cui ci si trova compromettendo il “normale” vivere quotidiano, quando appare con una certa costanza e apparentemente senza motivazione, ecco è qui che l’Ansia diventa pervasiva e dunque un disturbo psicopatologico.

Ma di quale Ansia stiamo parlando?? Per maggiori approfondimenti leggi la sezione del mio sito “Disturbi” dedicata ai tipi di Ansia.

2) Perché mi viene l’Ansia?

Diventa ora importante la fase che chiameremo: “Ricerca della spiegazione”. In generale quando ci capita qualcosa che non conosciamo, di cui non avevamo prima esperienza, la cosa che la natura umana prova a fare è: trovare un, anzi, “IL” significato! Si ha l’illusoria speranza che se ci si spiega il perché, improvvisamente tutto si risolva come una magia.. mi spiace dover disilludere questa idea, ma gli aspetti psicologici della nostra mente non funzionano proprio così! La spiegazione potrà dare a qualcuno pace per un po’, oppure non darla affatto e allora si entrerà nella convinzione che, forse, quella non era la spiegazione giusta e dunque si ricomincerà la ricerca.

Ecco, cerchiamo di non rientrare in questo loop.. proviamo invece ad entrare nell’ottica che darsi una spiegazione riferita ad un sintomo non lo elimina. Può anche essere una buona spiegazione, un periodo di stress, un lutto, una situazione particolare, la paura di.. il timore che.. quando da piccoli ci è successo questo oppure quello ecc.. fermiamo per un attimo questa attività improntata sulla “spiegazione” e proviamo invece a modificare la domanda da “Perché mi viene l’Ansia?” a “Che funzione ha per me l’Ansia?

3) Come la combatto?

Questo è l’errore di logica più comune. Cosa nello specifico stiamo combattendo? Con chi? Quando ci siamo accorti di essere nemici della nostra Ansia? Come abbiamo affrontato fino ad ora il problema?

E’ quindi evidente che essere in lotta con l’Ansia non pare essere una buona soluzione.

Se una cosa ci da fastidio, per istinto ci viene prontamente l’intenzione di eliminarla! Ecco, questa compagna che partecipa alle nostre giornate, che si manifesta all’improvviso, oppure che talmente la si teme da darle lo spazio di emergere tanto da provocarla noi stessi (profezia che si auto-avvera), questa compagna che condivide parti della nostra vita, che tanto vorremmo eliminare quanto, paradossalmente, ci è affezionata.. insomma, chi di voi ha sperimentato cosa significhi vivere con l’Ansia saprà che non si vince contro di lei. Dunque, perché combatterla? E se invece provassimo la strada dell’allearsi con il nemico? Questo potrebbe portare ad un armistizio.

Farsi amici i propri nemici è la migliore difesa!

4) Il corpo che parla

È alla base della Psicosomatica. Immaginiamo di creare un dialogo, come se provassimo a capire uno straniero che parla un’altra lingua e ci chiede un’informazione. Il nostro corpo però a differenza nostra non ha raziocinio, non si ferma a pensare, il nostro corpo “sente” ed è così che parla al posto nostro.

I sintomi che ci propone sono espressione di un urlo contro di noi. Il corpo è esausto e non ce la fa più a sopportare noi e le nostre modalità che trattengono, nascondono, fanno finta di niente.. il nostro corpo si fa sentire protestando per aver ignorato a lungo qualche parte di noi.

Il corpo ha un linguaggio diverso, non si sa spiegare a parole, ma in qualche modo ci vuole fare capire che non accetta più come abbiamo funzionato fino ad ora!

5) Cosa si nasconde dietro questa fantomatica Ansia?

Impossibile dare una risposta unica adatta a tutti, questo è chiaro, sarebbe come dire che siamo tutti uguali e non rispettare le differenze e peculiarità di ognuno.

Sta di fatto però che, dietro le varie forme e manifestazioni d’Ansia, si nasconde molto spesso la Tristezza! E nel momento in cui è possibile rendersene conto che inizia il cambiamento.

È complesso e doloroso farci i conti, così accade che l’Ansia diventi un buon sostituto che esprime attraverso i sintomi ciò che non vogliamo, che non possiamo, sentire!

6) Una buona “scusa”

Così che ad un certo punto può accadere che l’Ansia diventi un ottimo sabotatore di noi stessi!

“Non posso fare questo o quello, non posso uscire, non posso lavorare, non posso avere un patner, non posso avere responsabilità,  non posso affrontare questa situazione.. tutto perché poi mi viene l’ansia”

Ci si arrende all’Ansia consentendole di impadronirsi delle nostre scelte, decisioni, condizioni ecc.

Ed ecco che torniamo al punto 3 (come la combatto?). Questa volta però si è deciso di terminare il “braccio di ferro” e darle il privilegio di “dominare” la nostra vita!

7) Una soluzione adattiva

Se siete arrivati fino all’ultimo punto viene da sé il suo titolo. L’Ansia è una soluzione Amica!

Prende il posto di qualcos’altro, impedisce di affrontare ciò che, se potesse esprimersi diversamente, aprirebbe delle ferite, porterebbe a confrontare il dolore della solitudine e delle paure, ci porterebbe a sentire ciò che non abbiamo spesso coraggio di sentire. Ed ecco che per un periodo, più o meno lungo, può essere una soluzione adattiva! E potremmo a questo punto chiederci: “Meno male che c’è! Davvero me ne voglio liberare?

Arriva il momento in cui questa soluzione, l’Ansia appunto, diventa troppo stretta, troppo faticosa, troppo pervasiva, troppo. E qui, solo qui, si trova tutto il coraggio e la motivazione di confrontarsi con se stessi, chiedere un aiuto, ma soprattutto trovare un modo diverso, nuovo, di funzionare!

Dott.ssa Francesca Scabbia

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